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Saturday, November 25, 2006

Venditori sempre in prima linea in Europa. A Milano si salva solo Telecom Italia

Seduta decisamente negativa quella odierna per le Borse europee che dopo un avvio in pesante flessione, continuano a muoversi nel segno delle vendite, presentandosi tutte in rosso al giro di boa. A pesare sull’andamento odierno delle quotazioni contribuisce senza dubbio il forte calo del dollaro le cui quotazioni contro l’Euro sono scese al minimo degli ultimi 19 mesi. Questo ovviamente sta penalizzando i titoli maggiormente legati alle esportazioni che finiscono nel mirino dei ribassisti, i quali però non stanno risparmiando neanche gli altri comparti. Ad avere la peggio in Europa è sempre il Dax30 che lascia sul parterre l’1,3%, seguito dal Cac40 e dal Ftse100 che cedono rispettivamente lo 0,96% e lo 0,81%.
Cerca di difendersi un po’ Piazza Affari dove però l’indice S&P/Mib non è capace di opporsi alle vendite, con una flessione dello 0,76% che riporta le quotazioni a ridosso dei 40.550 punti. Tra i pochi titoli capaci di muoversi in territorio positivo troviamo Telecom Italia che pur avendo ritracciato dai massimi si presenta ancora in progresso dello 0,52%, diversamente da Pirelli che dopo un avvio spumeggiante ha invertito la rotta, arrivando a perdere negli ultimi minuti quasi un punto.
La debolezza del dollaro penalizza soprattutto i titoli del lusso, come Luxottica e Bulgari, entrambi in flessione di oltre due punti, ma le vendite si abbattono prepotenti anche STM che scende dell’1,83%, tornando al di sotto dei 14 euro.
In forte calo Alitalia che cede il passo alle prese di beneficio lasciando sul parterre oltre due punti e mezzo, e perde quota anche Autogrill che scende dell’1,71%, così come pesante è il bilancio di Mediolanum che accusa un ribasso dell’1,64%.
In forte recupero invece Saipem che dopo essere arrivata a perdere oltre il 2%, riesce ad azzerare le perdite, limitando ora i danni ad un frazionale 0,18%, diversamente da Terna e Tenarsi che restano ancora in calo dello 0,33% e dello 0,52%, preceduti da Enel e da ENI che cedono rispettivamente lo 0,97% e lo 0,68%.
Poco incoraggianti intanto le indicazioni che giungono dai listini d’oltreoceano che dopo la pausa della vigilia si preparano ad avviare una seduta all’insegna delle vendite, secondo quanto segnalato dai futures che si muovono entrambi in territorio negativo. Ricordiamo che per la giornata odierna non è previsto alcun appuntamento macro di rilievo ed è probabile che gli scambi saranno molto ridotti per via anche della chiusura anticipata dei listini che non osserveranno il normale orario di negoziazione.

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